I Tuoi Clienti Chiedono a ChatGPT Prima di Venire da Te. Lo Sai?

da | marketing per pmi, SEO

come apparire nelle AI

Lascia che ti confessi una cosa: il tuo prossimo cliente, quello che ti chiamerà domani per chiedere un preventivo, probabilmente ha già parlato con ChatGPT (o un’altra AI).

Ha già descritto il suo problema. Ha chiesto quali soluzioni esistono. Ha domandato quali sono le migliori aziende nella sua zona. E forse ha anche chiesto quanto dovrebbe aspettarsi di spendere.

Tutto questo prima ancora di prendere in mano il telefono o chiedere a un amico di fiducia.

Ti sembra esagerato? No, non lo è. Ci sono i numeri che parlano.

Il 40% degli italiani usa già l’AI per cercare aziende e servizi

Secondo i dati più recenti, l’adozione dell’AI search è passata dall’8% al 40% in un solo anno. Non Google, l’intelligenza artificiale.

E il dato diventa ancora più interessante se guardi le fasce d’età.

Tra i giovani (18-34 anni), l’AI ha già superato Google come punto di partenza per cercare informazioni. Circa 7 su 10 chiedono prima a ChatGPT e poi (forse) cercano su Google.

Rileggi: tra i tuoi futuri clienti, quelli che oggi hanno 25-30 anni, la maggior parte chiede prima all’intelligenza artificiale.

Questo non è un trend. È già la realtà.

Sia chiaro: non sto dicendo che Google non serve più, ANZI. Sto dicendo che oggi gli strumenti a disposizione per cercare un’azienda, un artigiano, un professionista passano anche attraverso altri canali. E non sappiamo cosa ci riserva il futuro.

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Il rapporto azienda-cliente è diventato un triangolo

Sì, lo so: una volta era tutto più semplice. C’eri tu e c’era il cliente.

Il cliente aveva un problema, veniva da te, tu proponevi la soluzione, chiudevate l’accordo, fine.

Oggi non funziona più così.

Oggi c’è un terzo attore nella stanza. Invisibile, ma sempre presente: l’informazione digitale.

I dati sono eloquenti:

E arriviamo al dato che dovrebbe farti riflettere:

Una buona parte dei potenziali clienti scarta aziende basandosi su informazioni trovate online, senza nemmeno contattarle.

Potremmo definirli i clienti che decidono in autonomia senza confrontarsi con te. Non ti chiamano per contestarti.

Semplicemente, scelgono qualcun altro basandosi su quello che ha detto ChatGPT.

Cosa significa questo per te?

Significa che il cliente che ti contatta non è più una “tabula rasa”.

Arriva già con delle idee. A volte giuste, a volte completamente sbagliate. Ma sempre convinto di sapere qualcosa.

Ti è mai capitato un cliente che ti dice “ho letto che…” o “mi hanno detto che…”? Ecco, oggi quel “mi hanno detto” spesso è ChatGPT o un’altra intelligenza artificiale.

E il problema non è solo che arrivano con informazioni. È che arrivano con aspettative.

Se ChatGPT gli ha detto che per il suo problema esistono tre soluzioni, e tu gliene proponi solo una, nella sua testa scatta un dubbio: “Perché non mi ha parlato delle altre due?”

Non te lo dirà. Ma il dubbio resta. E magari, uscito dal tuo ufficio, chiederà di nuovo a ChatGPT. E l’AI, disponibile 24 ore su 24, gli fornirà un’altra risposta.

STAI PENSANDO…

“OK, ma da dove inizio?”

Puoi continuare a leggere (ci sono altri consigli utili) oppure puoi fare il primo passo adesso:

Il paradosso della disponibilità artificiale

Qui viene il bello (o il brutto, dipende dai punti di vista).

ChatGPT risponde sempre. Non ha orari. Non ha la coda di clienti. Non ha fretta.

Risponde in modo lungo, dettagliato, apparentemente esaustivo. Non ti dice mai “adesso non ho tempo” o “questo non è il mio settore”.

E il potenziale cliente percepisce quella disponibilità come competenza.

Se il cliente si sente più “seguito” da un algoritmo che dalla tua azienda, abbiamo un problema.

La domanda che dovresti farti

OK, fin qui i dati. Ma cosa c’entra tutto questo con te?

C’entra eccome.

Prova a fare questo esperimento. Apri ChatGPT (o Perplexity, o Gemini) e chiedi:

“Quali sono i migliori [il tuo settore] a [la tua città]?”

Oppure:

“Quali soluzioni esistono per [il problema che risolvi più spesso]?”

Guarda cosa risponde.

Il tuo nome compare? Viene citata la tua azienda? O compaiono solo i tuoi competitor?

Se la risposta è “non compare nulla di mio”, abbiamo individuato il problema.

Perché se i tuoi potenziali clienti (soprattutto quelli giovani) chiedono all’AI prima di cercare su Google, e l’AI non sa che esisti… beh, per loro non esisti.

Non basta più essere su Google

Per anni ti hanno detto: “Devi essere su Google”. E avevano ragione. Ho scritto una guida completa su come essere primi su Google proprio su questo tema.

Ma oggi Google non è più l’unico posto dove i clienti cercano. Non si tratta più solo di SEO tradizionale.

L’intelligenza artificiale sta diventando il nuovo punto di partenza. E funziona in modo diverso da Google.

Google ti mostra una lista di siti. Tu clicchi, leggi, decidi.

ChatGPT ti dà una risposta. Diretta. Sintetizzata. Spesso senza nemmeno citare le fonti (o citandole in fondo, dove nessuno guarda).

Se l’AI non ti conosce, non ti cita. Se non ti cita, per il cliente non esisti. Punto.

E no, non basta avere un sito web. L’AI non cita tutti i siti. Cita quelli che considera autorevoli, strutturati, aggiornati. Ecco perché è importante farsi trovare online nel modo giusto, non solo “essere presenti”.

Il nuovo scenario della visibilità online

Mi rendo conto che tutto questo può sembrare complicato. O peggio, l’ennesima cosa di cui doverti occupare oltre alla gestione quotidiana, ai clienti, ai fornitori, alla burocrazia.

Ma la realtà è questa: il modo in cui i clienti cercano informazioni sta cambiando molto velocemente.

Chi si adatta sarà trovato più facilmente da questi clienti. Chi ignora il cambiamento rischia di diventare invisibile.

Non ti sto dicendo che devi diventare un esperto di intelligenza artificiale. Ti sto dicendo che devi essere visibile anche per l’intelligenza artificiale.

Sono due cose molto diverse.

Se vuoi capire come aumentare i clienti della tua attività in questo nuovo scenario, continua a leggere. Ho qualche suggerimento che ti potrebbe essere utile.

Cosa puoi fare oggi

Nel prossimo articolo ti spiegherò come funziona la visibilità per l’AI e cosa puoi fare concretamente per essere trovato (e citato) quando un potenziale cliente chiede a ChatGPT.

Ma se vuoi fare qualcosa adesso, ecco un primo passo:

  1. Apri ChatGPT (puoi iscriverti gratis)
  2. Chiedi: “Quali sono i migliori [il tuo settore] a [la tua città]?”
  3. Guarda cosa risponde
  4. Poi chiedi: “Cosa ne sai di [Il nome della tua azienda]?”
  5. Leggi la risposta

Quello che vedrai è esattamente quello che vedono i tuoi potenziali clienti.

Se il risultato non riflette la tua professionalità, vale la pena approfondire il tema.

Vuoi capire se sei visibile all’intelligenza artificiale?

Questo è un tema nuovo, e la maggior parte delle PMI non sa nemmeno che esiste.

Se vuoi approfondire, se vuoi capire come funziona e cosa puoi fare per la tua attività, scrivimi.

Non c’è nessun impegno in questa fase. Voglio solo capire se questo è un problema che senti tuo, e se ha senso parlarne insieme.

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Giuseppe Basile Web | Consulente di Marketing Digitale
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